Disagio scolastico e realizzazione del potenziale
L'approccio innovativo e forse risolutivo per i dilemmi educativi che ci offre INTELLIGENZA EMOTIVA è il seguente: proviamo a spostare l'attenzione dal CHI (il bambino o il ragazzo) al COSA vogliamo ottenere: vorremmo che nostro figlio avesse la vita più felice possibile: soddisfazioni, risultati, successo, amore.
La realizzazione del potenziale è la più grande fonte di gioia e soddisfazione per ogni essere umano. Significa RAGGIUNGERE L’EQUILIBRIO-BENESSERE SUL PIANO MENTALE, LA REALIZZAZIONE PERSONALE.
Talvolta non è facile capire quali siano le attitudini potenziali di nostro figlio, anche perché spesso queste non sono manifeste, o le abilità manifeste ci sembra che non siano da incoraggiare troppo. Oggi sappiamo (modello delle 7 Intelligenze di Gardner) che le Intelligenze sono almeno 7 (Intelligenza Linguistica, Logico-Matematica, Corporea, Musicale, Intrapersonale, Interpersonale, Spaziale) e che ciascuno di noi ne ha qualcuna più sviluppata, qualcuna meno. Intelligenza Emotiva è la somma di Intelligenza Intrapersonale e Interpersonale.
Sappiamo anche che la fiducia in sé, l'autostima, l'autenticità, la sincerità, la motivazione, la perseveranza e tutte quelle competenze note nel loro complesso come competenze Emotive, fondamentali per aver successo in qualsivoglia campo, si SVILUPPANO E FORTIFICANO attraverso il CONSEGUIMENTO DI UNA PROGRESSIVA SERIE DI PICCOLI RISULTATI POSITIVI, in particolare attraverso il CONSEGUIMENTO DI RISULTATI POSITIVI NELLA REALIZZAZIONE DELLE PROPRIE INTELLIGENZE prevalenti (Potenziale).
Ciascuna Intelligenza è attratta da campi applicativi diversi: cerca quello o quelli in cui può meglio riuscire, o che la stimolano di più in quel momento. Per cui, per un bimbo o un ragazzo E' NORMALE CAMBIARE SPESSO GIOCO, SPORT, INTERESSE. Non è segno di incostanza, bensì di positiva ricerca della propria strada, attraverso sperimentazioni ed esperienze. Per aiutare i nostri figli a meglio realizzare il Potenziale, è opportuno stimolarli a sperimentarsi in molte attività, situazioni, amicizie, esperienze.
Per aiutare i nostri figli a meglio realizzare il Potenziale, è opportuno stimolarli a sperimentarsi in molte attività, situazioni, amicizie, esperienze. La cosa fondamentale è che vivano ogni esperienza come un GIOCO, unendo DIVERTIMENTO E IMPEGNO e che colgano quanti più risultati positivi possibili dall’esperienza stessa. Vivere un’esperienza come un gioco significa approcciarla nelle migliori condizioni psico-fisico-emotivo-energetiche: attenzione, interesse, motivazione, impegno. Questa è la disposizione d’animo “giusta” per cogliere qualunque tipo di successo. Quando prevale l’ansia da risultato o l’ansia da giudizio, intelligenza emotiva si blocca e, con essa, la nostra fluida possibilità di accesso anche alle nostre competenze cognitive (es: scarso o pessimo rendimento ad un’interrogazione o a un esame, nonostante l’alta preparazione raggiunta). Comprendiamo che possa venire il dubbio che GIOCO=SCARSO IMPEGNO, ma basta osservare un bimbo o un ragazzo compenetrato in un gioco per rendersi conto che, in quel momento, per lui l’unica cosa che davvero conta è portare a termine con successo il compito-gioco in cui ha scelto di impegnarsi. Un primo passo, dunque, per aiutare nostro figlio a realizzare il POTENZIALE è quello di stimolarlo ad impegnarsi, fin da piccolo, in un ventaglio di attività-GIOCO atte ad allenare tutte le sue INTELLIGENZE, SENZA STRESSARLO CON IMPEGNI AGONISTICI, SENZA RIMANERCI MALE SE UN ANNO VUOLE FARE UNO SPORT E L’ANNO DOPO UN’ATTIVITA’ DI TUTT’ALTRO GENERE.
Tecnicamente possiamo dire che desideriamo che nostro figlio REALIZZI E CONCRETIZZI IL SUO POTENZIALE.
La realizzazione del potenziale è la più grande fonte di gioia e soddisfazione per ogni essere umano. Significa RAGGIUNGERE L’EQUILIBRIO-BENESSERE SUL PIANO MENTALE, LA REALIZZAZIONE PERSONALE.Talvolta non è facile capire quali siano le attitudini potenziali di nostro figlio, anche perché spesso queste non sono manifeste, o le abilità manifeste ci sembra che non siano da incoraggiare troppo. Oggi sappiamo (modello delle 7 Intelligenze di Gardner) che le Intelligenze sono almeno 7 (Intelligenza Linguistica, Logico-Matematica, Corporea, Musicale, Intrapersonale, Interpersonale, Spaziale) e che ciascuno di noi ne ha qualcuna più sviluppata, qualcuna meno. Intelligenza Emotiva è la somma di Intelligenza Intrapersonale e Interpersonale.
Sappiamo anche che la fiducia in sé, l'autostima, l'autenticità, la sincerità, la motivazione, la perseveranza e tutte quelle competenze note nel loro complesso come competenze Emotive, fondamentali per aver successo in qualsivoglia campo, si SVILUPPANO E FORTIFICANO attraverso il CONSEGUIMENTO DI UNA PROGRESSIVA SERIE DI PICCOLI RISULTATI POSITIVI, in particolare attraverso il CONSEGUIMENTO DI RISULTATI POSITIVI NELLA REALIZZAZIONE DELLE PROPRIE INTELLIGENZE prevalenti (Potenziale).
Ciascuna Intelligenza è attratta da campi applicativi diversi: cerca quello o quelli in cui può meglio riuscire, o che la stimolano di più in quel momento. Per cui, per un bimbo o un ragazzo E' NORMALE CAMBIARE SPESSO GIOCO, SPORT, INTERESSE. Non è segno di incostanza, bensì di positiva ricerca della propria strada, attraverso sperimentazioni ed esperienze. Per aiutare i nostri figli a meglio realizzare il Potenziale, è opportuno stimolarli a sperimentarsi in molte attività, situazioni, amicizie, esperienze.
Per aiutare i nostri figli a meglio realizzare il Potenziale, è opportuno stimolarli a sperimentarsi in molte attività, situazioni, amicizie, esperienze. La cosa fondamentale è che vivano ogni esperienza come un GIOCO, unendo DIVERTIMENTO E IMPEGNO e che colgano quanti più risultati positivi possibili dall’esperienza stessa. Vivere un’esperienza come un gioco significa approcciarla nelle migliori condizioni psico-fisico-emotivo-energetiche: attenzione, interesse, motivazione, impegno. Questa è la disposizione d’animo “giusta” per cogliere qualunque tipo di successo. Quando prevale l’ansia da risultato o l’ansia da giudizio, intelligenza emotiva si blocca e, con essa, la nostra fluida possibilità di accesso anche alle nostre competenze cognitive (es: scarso o pessimo rendimento ad un’interrogazione o a un esame, nonostante l’alta preparazione raggiunta). Comprendiamo che possa venire il dubbio che GIOCO=SCARSO IMPEGNO, ma basta osservare un bimbo o un ragazzo compenetrato in un gioco per rendersi conto che, in quel momento, per lui l’unica cosa che davvero conta è portare a termine con successo il compito-gioco in cui ha scelto di impegnarsi. Un primo passo, dunque, per aiutare nostro figlio a realizzare il POTENZIALE è quello di stimolarlo ad impegnarsi, fin da piccolo, in un ventaglio di attività-GIOCO atte ad allenare tutte le sue INTELLIGENZE, SENZA STRESSARLO CON IMPEGNI AGONISTICI, SENZA RIMANERCI MALE SE UN ANNO VUOLE FARE UNO SPORT E L’ANNO DOPO UN’ATTIVITA’ DI TUTT’ALTRO GENERE.