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Dimensione energetica-emotiva e motivazione allo studio
Intelligenza EmotivaAl Cocopeli Campus organizziamo anche corsi di recupero per debiti scolastici e facciamo fare i compiti delle vacanze. Ci è voluto qualche anno per scoprire come rompere i loop emotivi negativi che sembra che il sistema automatico dei ragazzi attivi appena si parla di studio. All’inizio anche i ragazzi del Cocopeli Campus manifestavano stanchezza, distrazione, mal di tutto appena dicevamo che era “l’ora dei compiti”. Da qualche anno questo non avviene più, anzi…. Perché al Cocopeli Campus i ragazzi studiano con piacere e ottimi risultati? Perché “spiazziamo” il loro sistema automatico.

Intelligenza EmotivaIn una fattoria, dove si viene a trascorrere una vacanza, il sistema automatico dei ragazzi non percepisce alcuna minaccia (studio, sacrificio, impegno, rinuncia al divertimento);
Intelligenza Emotival’aula non è un’aula tradizionale, ma una sala meeting con i tavoli disposti a ferro di cavallo, per favorire la circolazione di idee e la comunicazione;
Intelligenza Emotivai “Prof” sono giovani ragazzi neolaureati, competentissimi e pieni di entusiasmo per la loro materia (e ben allenati e capaci di gestire dinamiche energetiche-emotive, guidando i ragazzi in primis al “salto vibrazionale”);
Intelligenza Emotivai voti sono invertiti: i ragazzi, alla fine di ogni lezione, compilano un questionario E DANNO I VOTI AL DOCENTE: quanto sono stati coinvolti?, quanto hanno capito e appreso?, quanto spazio alla discussione e alle domande? Etc;
Intelligenza Emotivale interrogazioni sono sostituite da lavori di gruppo, e ogni gruppo poi presenta agli altri il suo lavoro, stile convegno-conferenza. E il pubblico giudica e vota i lavori migliori.

In questa scuola i ragazzi sono i protagonisti: studiano per una finalità precisa: produrre risultati che siano apprezzati e utili per la LORO comunità. LO STUDIO, E NON PIU’ LA TRASGRESSIONE, DIVENTA IL MODO PER SODDISFARE IL LORO BISOGNO DI STATUS E DI APPARTENENZA. In questo modo “nutriamo” il sistema automatico dei ragazzi di nuove esperienze, più positive e motivanti, ma soprattutto di ESPERIENZE ENERGETICHE-EMOTIVE POSITIVE, così da creare circoli virtuosi che si autoalimentano. Una volta sperimentato, il benessere emotivo diventa irrinunciabile.

Il nostro “sblocco” emotivo, come insegnanti ed educatori, è avvenuto quando siamo riusciti a vedere il problema del disagio scolastico da un diverso punto di vista. Ci siamo detti: possibile che l’80% dei ragazzi soffra in qualche misura di questa “allergia” alla scuola e allo studio? Ci deve essere sotto qualche cosa. Il semplice spostare la nostra attenzione dalla ricerca del risultato scolastico alla ricerca delle cause emotive del fenomeno, ha permesso a noi “in primis” di fare il salto vibrazionale e quindi di renderlo possibile per i ragazzi e guidarli a farlo. In ogni caso, analizzando il fenomeno in chiave di intelligenza emotiva, abbiamo formulato l’ipotesi che i nostri ragazzi, iperallenati all’uso di tecnologia e di tv fin dalla più tenera età, abbiano sviluppato una sorta di ipertrofia del sistema automatico (che comprende solo immagini-esperienze e gestisce tutti i comportamenti automatici). Le neuroscienze hanno scoperto la neuroplasticità del cervello umano: più si utilizzano certi circuiti neurali, più questi si sviluppano, più siamo quindi istintivamente portati ad utilizzare questi. L’ipotesi che abbiamo formulato è che, quindi, l’ipersviluppo del sistema automatico abbia in qualche modo rallentato il normale sviluppo del sistema volontario (quello che gestisce facoltà cognitive quali la capacità di analisi, sintesi, estrapolazione concettuale, etc. In pratica la metodologia didattica oggi più diffusa nella scuola è soprattutto fondata sull’utilizzo del sistema volontario), o che comunque i nostri ragazzi preferiscano apprendere in primo luogo utilizzando l’automatico, e poi anche il volontario Come stimolare l’apprendimento dei contenuti didattici dati, trasformando la metodologia didattica da cognitiva ad esperienziale? In effetti non è semplice: siamo riusciti ad ottenere buoni risultati ricorrendo alla metodologia della FAVOLA e del racconto per quanto riguarda le materie letterarie, e dei gioco-quiz, individuali o a squadre, per quanto riguarda le materie scientifiche: almeno sono sparite crisi di sonno, stanchezza, mal di pancia e abbiamo ottenuto l’attenzione. Ma l’apprendimento lasciava ancora alquanto a desiderare. Abbiamo quindi sperimentato la via, ben gradita all’automatico, di abbinare concetti semplici a immagini: così facendo abbiamo ottenuto risultati sorprendenti e durevoli per quanto riguarda la memorizzazione delle informazioni. Secondo noi lasciava ancora molto a desiderare lo sviluppo della capacità di ragionamento, di sintesi e di estrapolazione concettuale, mentre abbiamo riscontrato un sorprendente sviluppo della capacità intuitiva. Per esempio molti ragazzi con facilità giungono subito alla giusta soluzione di un problema matematico o di altro tipo, ma non sanno spiegare come ci siano arrivati. Il frequente ripetersi di questo fenomeno e in più ragazzi ci ha portato ad escludere la componente fortuna. Abbiamo interpretato questa esperienza come la prova della fondatezza della nostra ipotesi di lavoro: l’iperallenamento del sistema automatico rende un po’ difficile il fluido utilizzo del sistema volontario, ma può essere che abbia almeno potenzialmente sviluppato maggiormente nei nostri ragazzi le cosiddette capacità mentali “sottili” (intuizione, percezione,etc.) che sono facoltà mentali governate dal sistema automatico Se così è, vi è un tesoro potenziale enorme che aspetta di essere tradotto in capacità concreta. Tutto lascia pensare effettivamente che questa ipotesi sia giusta: la riprova possiamo averla nell’osservare l’altra faccia della medaglia, ciò che spesso accade ai ragazzi molto intuitivi e poco propensi all’argomentazione logico-razionale: la tendenza a giudizi apodittici, espressi più in comportamenti istintuali che a parole. Siamo riusciti ad avviare un processo di sblocco del sistema volontario ricorrendo alla modalità dei role playings, dell’improvvisazione teatrale, del cabaret: calarsi nei panni di un altro ha aiutato i ragazzi a comprendere che la realtà ha sempre due facce e a comprendere che i giudizi assoluti possono essere limitati e limitanti. I comportamenti sociali sono progressivamente migliorati, così come la disponibilità e la motivazione allo studio. Abbiamo anche osservato che, una volta memorizzati i concetti abbinandoli alle immagini, progressivamente si instaura una maggior fiducia in se stessi e una migliore predisposizione al dialogo e al ragionamento. Molti ragazzi si fermano al Cocopeli Campus per un mese: in capo ad un mese si può dire che siamo riusciti in quasi tutti i casi a raggiungere un buon livello di riallineamento di sistema volontario e automatico: complessivamente possiamo dire che intelligenza emotiva ha ricominciato a girare bene e quindi anche la motivazione allo studio e la capacità di apprendimento. Soprattutto abbiamo osservato che, grazie a questo tipo di training, i ragazzi si sono dimostrati via via più curiosi e desiderosi di apprendere e comprendere il perché delle cose, magari soprattutto di quelle che gli interessano di più. Facciamo un esempio: il cavallo appassiona quasi tutti i ragazzi del Cocopeli Campus. All’inizio erano solo attratti dall’animale e amavano giocare, in particolare con i ponies, un po’ come se fossero delle bambole (treccine, beauty farm, etc). Via via che abbiamo proseguito con la sperimentazione di nuove metodologie didattiche per lo studio, abbiamo notato il progressivo svilupparsi di domande, tipo: perché i cavalli mangiano tot? Perché fargli fare streching dopo il lavoro in maneggio? etc. E’ solo il sistema volontario che si chiede il perché delle cose, l’automatico apprende per imitazione ed emulazione (neuroni specchio): questo progressivo ridestarsi della curiosità intellettuale ci ha confermato che, in capo ad un mese, il sistema volontario aveva ripreso a funzionare in modo fluido e armonico. Queste esperienze sono, a nostro avviso, estremamente significative: disagio scolastico e disagio giovanile possono essere, almeno in parte, prevenuti e “curati” adottando metodologie didattiche esperienziali atte ad allenare in modo fluido intelligenza emotiva. L’apprendimento può essere di gran lunga migliorato (fino al 70%) avendo cura di “istruire” prima l’automatico e poi il cognitivo.
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